Dozza e Sagra delle Castagne

Dozzaq e Sagra delle castagne Castel Del Rio

Domenica 24 ottobre 2021

Dozza
Il territorio dozzese, già abitato in epoca celtica e romana, fu colpito dalle invasioni di popolazioni barbariche (germaniche e in particolare longobarde), che invasero tutte le terre di Romagna. Alla metà del VI secolo Dozza venne ricompresa nei territori dell’Esarcato d’Italia, ovvero dei territori bizantini d’Italia, trovandosi sul confine con i possedimenti longobardi. Tramontato l’Esarcato alla metà dell’VIII secolo, furono i Carolingi a prendere possesso degli ex possedimenti bizantini. Essi donarono alla Chiesa imolese il possesso della collina sulla quale venne eretto l’abitato. Verso il 1150 Dozza divenne libero Comune. Tra il 1151 e il 1182 il capitolo della cattedrale di San Cassiano risiedette a Dozza a causa della distruzione di Castrum Sancti Cassiani, allora sede episcopale, da parte degli imolesi. Nella Descriptio provinciæ Romandiolæ (un censimento fiscale del 1371) sono elencate le località dipendenti dal comune di Dozza. Esse sono (si riproduce il testo in latino): Casali, Montis Catonis, Flagnani, Corvarie, Mazumoli, Montis Moriteni, Sassignoli, Belvederis, Plancandoli[5].

Vicende alterne hanno interessato il dominio della rocca e del borgo, passato più volte di mano in mano fra le potenti famiglie bolognesi e imolesi. Nel 1412 Dozza diviene feudo della famiglia imolese degli Alidosi, che poco dopo cedette il borgo alla famiglia Riario. Da ricordare il quinquennio di Caterina Sforza, moglie di Girolamo Riario, che tenne il feudo dal 1494 al 1499. Fu Caterina a dotare Dozza della rocca e delle mura difensive che la circondano ancora oggi.
Dopo il breve dominio di Cesare Borgia (che in pochi anni annesse ai suoi domini tutta la Romagna), Dozza ritornò allo Stato della Chiesa. Nel 1528 papa Clemente VII concesse Dozza in feudo alla famiglia Malvezzi di Bologna e nel 1531 al cardinale Lorenzo Campeggi[6].

Veduta dall’alto del borgo e della rocca di Dozza nel XVII secolo.

La villa di Monte del Re, antico convento, sede del seminario minore della Diocesi di Imola (anni 1960).

La villa di Monte del Re, oggi.
Nel 1728 cessò l’infeudazione della famiglia Campeggi; la Santa Sede assegnò il feudo di Dozza a Emilio Malvezzi (1688-1767) nipote ex sorore del cardinal Campeggi. Gli vennero conferiti i titoli di: marchese della terra e del castello di Dozza, conte palatino di Toscanella e della Pianta. Giacomo Malvezzi, figlio di Emilio (1716-1806) fu l’ultimo marchese di Dozza: nel 1797 i francesi invasero la Legazione di Romagna e abrogarono i poteri feudali.

Dopo la parentesi napoleonica, Dozza venne inserita nella nuova Legazione di Ravenna.
Con la fine del dominio pontificio, il Governatore delle «Provincie provvisorie»[7] Luigi Carlo Farini, il 27 dicembre 1859, ridefinì le circoscrizioni territoriali aggregando il Comune di Dozza alla circoscrizione di Bologna.

Al termine della seconda guerra mondiale, con lo sfondamento della Linea Gotica, Dozza fu teatro di alcuni scontri tra le forze alleate, sotto il cui comando operava il gruppo di combattimento “Folgore”, e le truppe tedesche in ritirata.

La sede comunale è situata nel borgo medioevale ma il principale centro residenziale e industriale è Toscanella, frazione che si sviluppa sulla via Emilia. La denominazione allude al fatto che, da questa località, partono strade che valicano l’Appennino e consentono di raggiungere la Toscana.

Castel Del Rio
La Sagra del Marrone di Castel del Rio è una fiera espositiva, ma anche una celebrazione della castagna con in programma mostre di prodotti e serate culturali. I protagonisti sono sempre i marroni che sono serviti, con diverse ricette, nei vari stand in piazza che nei ristoranti della città.

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